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GUARDARE | MADDALENA - Nuove Topografie ad ‘Altra’ Fedeltà

18-26 maggio 2012

A cura di Anna Positano

Fotografie di Laura Avarino, Giulia Flavia Baczynski, Daniel Campagne, Lisa De Bernardi, Stefano Pola, Nuvola Ravera, Marika Saonari, Alessio Vecchié.
Autori: Anna Positano, Fabrizio Vatieri, CHAN, Davide Servente.

Info:

via della Maddalena 31r (ex macelleria) e 52r (ex nick masaniello), Genova

Orari di apertura: 15.00 - 19.00. Sabato 26 maggio 11.00 - 19.00

Inaugurazione venerdì 18 maggio, ore 18.00 - 21.30

δίαιτα. La parola dieta deriva dal greco δίαιτα (diaita) che significa modo di vivere. È così che in questo lavoro il cibo da semplice elemento nutritivo viene considerato come un fatto sociale: un mezzo per comprendere l’umana evoluzione e la storia di una cultura. La zona della Maddalena è un incredibile coacervo etnico. Fondamentale dunque il parallelo fra cibo e persone: così come la mescolanza di alimenti di origine diversa dà vita ai piatti migliori e più creativi, la mescolanza di persone dovrebbe dar vita ad una società migliore, più dinamica e aperta. Completano il tutto le testimonianze dei commercianti del quartiere, raccontandolo e omaggiandoci con elementi di comunione che li riguardano (dai Macelli di Soziglia, italianissime tazzine da caffè ed una jebena eritrea, narghilé e tè arabo da via del Campo, farina e carciofi da via della Maddalena) a rimarcare il concetto che la Maddalena è una realtà cosmopolita da mostrare con orgoglio, non qualcosa di cui aver paura.
Laura Avarino nasce a Genova il 16 giugno 1990. Fotograficamente parlando si forma sulla strada dal 2005, portando sempre con sé la macchina fotografica durante manifestazioni di stampo politico e a eventi del panorama street ed underground. Ama fotografare tutto ciò che è lotta, rumore, movimento, silenzio, ombra e luce allo stesso tempo. Il suo punto di forza è la poliedricità. 
www.molokoart.tumblr.com

δίαιτα. La parola dieta deriva dal greco δίαιτα (diaita) che significa modo di vivere. È così che in questo lavoro il cibo da semplice elemento nutritivo viene considerato come un fatto sociale: un mezzo per comprendere l’umana evoluzione e la storia di una cultura. La zona della Maddalena è un incredibile coacervo etnico. Fondamentale dunque il parallelo fra cibo e persone: così come la mescolanza di alimenti di origine diversa dà vita ai piatti migliori e più creativi, la mescolanza di persone dovrebbe dar vita ad una società migliore, più dinamica e aperta. Completano il tutto le testimonianze dei commercianti del quartiere, raccontandolo e omaggiandoci con elementi di comunione che li riguardano (dai Macelli di Soziglia, italianissime tazzine da caffè ed una jebena eritrea, narghilé e tè arabo da via del Campo, farina e carciofi da via della Maddalena) a rimarcare il concetto che la Maddalena è una realtà cosmopolita da mostrare con orgoglio, non qualcosa di cui aver paura.

Laura Avarino nasce a Genova il 16 giugno 1990. Fotograficamente parlando si forma sulla strada dal 2005, portando sempre con sé la macchina fotografica durante manifestazioni di stampo politico e a eventi del panorama street ed underground. Ama fotografare tutto ciò che è lotta, rumore, movimento, silenzio, ombra e luce allo stesso tempo. Il suo punto di forza è la poliedricità. 
Internocontinuo rappresenta una lettura su tre livelli diversi dello spazio pubblico del quartiere della Maddalena. Astrazione di percorsi che si trasformano in un filo da seguire all’interno del labirinto-città; rappresentazione delle piazze intese come stanze urbane disadorne; i loro nomi che diventano le parole degli abitanti. Il progetto si pone come punto di partenza per una riflessione su questi luoghi: il modo di viverli e le relazioni spesso incerte ed indefinite tra le persone rendono queste piazze spazi in costante attesa di destinazione ma pieni di potenzialità inespresse.
Giulia Flavia Baczynski nasce a Verona nel 1982. Architetto, modellista e fotografa vive a Mantova, dove lavora presso il Politecnico di Milano. Parallelamente si occupa di fotografia di paesaggio urbano e antropizzato.

www.baczynskiphotography.com

Internocontinuo rappresenta una lettura su tre livelli diversi dello spazio pubblico del quartiere della Maddalena. Astrazione di percorsi che si trasformano in un filo da seguire all’interno del labirinto-città; rappresentazione delle piazze intese come stanze urbane disadorne; i loro nomi che diventano le parole degli abitanti. Il progetto si pone come punto di partenza per una riflessione su questi luoghi: il modo di viverli e le relazioni spesso incerte ed indefinite tra le persone rendono queste piazze spazi in costante attesa di destinazione ma pieni di potenzialità inespresse.

Giulia Flavia Baczynski nasce a Verona nel 1982. Architetto, modellista e fotografa vive a Mantova, dove lavora presso il Politecnico di Milano. Parallelamente si occupa di fotografia di paesaggio urbano e antropizzato.
La forza delle mani è un breve viaggio all’interno delle attività commerciali del quartiere della Maddalena. Nonostante il degrado generato negli ultimi anni, in questo quartiere si incrociano le più disparate attività che spesso vanno ben oltre il loro ruolo originario, diventando luoghi di aggregazione e di scambio. Tramite l’utilizzo di una piccola macchina fotografica si è cercato di rendere l’intima atmosfera che permea questi luoghi e il quartiere in generale, con un linguaggio in parte deciso dal fotografo ma in maggior misura affidato all’inconscio tecnologico del mezzo di ripresa. Questo lavoro vuole essere un omaggio a tutte quelle persone che, nonostante le difficoltà, si impegnano per mantenere vivo questo quartiere.
Daniel Campagne, 1985, è nato e vive a Genova dove attualmente sta cercando di costruire il proprio portfolio. È interessato principalmente alla fotografia giornalistica e documentaria.

www.danielcampagne.it

La forza delle mani è un breve viaggio all’interno delle attività commerciali del quartiere della Maddalena. Nonostante il degrado generato negli ultimi anni, in questo quartiere si incrociano le più disparate attività che spesso vanno ben oltre il loro ruolo originario, diventando luoghi di aggregazione e di scambio. Tramite l’utilizzo di una piccola macchina fotografica si è cercato di rendere l’intima atmosfera che permea questi luoghi e il quartiere in generale, con un linguaggio in parte deciso dal fotografo ma in maggior misura affidato all’inconscio tecnologico del mezzo di ripresa. Questo lavoro vuole essere un omaggio a tutte quelle persone che, nonostante le difficoltà, si impegnano per mantenere vivo questo quartiere.

Daniel Campagne, 1985, è nato e vive a Genova dove attualmente sta cercando di costruire il proprio portfolio. È interessato principalmente alla fotografia giornalistica e documentaria.
“Te cete susu cumme unna bagaije ai troigi”. La Maddalena è il quartiere in cui ho scelto di vivere due anni fa. Non conoscevo Genova, non conoscevo le persone che vivono qui. Allora ho deciso di incontrarle: in fondo sono i miei vicini di casa. Ho tentato di capire se tra di loro ci fosse un legame, dato che abitano tutti qui, in questo intreccio buio e inconsueto di sali e scendi che a vederlo dall’alto sembrerebbe un paesino. Nei paesi però tutti si conoscono. Qui no.

Fotografi / raccontastorie:
E. (origine: Santo Domingo, Repubblica Dominicana, da anni vive e lavora alla Maddalena; status: prostituta-pittrice; mancanza più grande: i suoi figli lontani)
G. (origine: Genova, quartiere Maddalena; status: pensionata-attivista politica; mancanza più grande: il compagno di una vita da poco scomparso)
C. (origine: Genova, quartiere Maddalena; status: inoccupato-single che non riceve la pensione per motivi “burocratici”; mancanza più grande: la madre spentasi dopo una lunga malattia)
Essi hanno raccontato a me quella che è la loro vita alla Maddalena anche grazie alle fotografie che hanno scattato con macchine usa e getta comprate da un pachistano del quartiere. Io, per mezzo delle loro parole e tramite il loro sguardo, cercherò di raccontarla a voi.



Lisa (Bibi) De Bernardi, nasce ad Alessandria il 4 Luglio 1982. Quel giorno la madre, alla quale piacevano solo i nomi Lisa e Lorenzo, cambiò il nome della gatta Lisa di 5 anni in Lorenzo. A 19 anni si trasferisce a Milano dove studia Economia, ma abbandona perché non è la sua strada. Segue un corso di Grafica che la porta a lavorare per un magazine sui telefilm, dove opera anche come fotoreporter. Con la crisi e la chiusura della redazione, decide nel 2010 di trasferirsi a Genova con il suo gatto.www.flickr.com/photos/bb_sleep

“Te cete susu cumme unna bagaije ai troigi”. La Maddalena è il quartiere in cui ho scelto di vivere due anni fa. Non conoscevo Genova, non conoscevo le persone che vivono qui. Allora ho deciso di incontrarle: in fondo sono i miei vicini di casa. Ho tentato di capire se tra di loro ci fosse un legame, dato che abitano tutti qui, in questo intreccio buio e inconsueto di sali e scendi che a vederlo dall’alto sembrerebbe un paesino. Nei paesi però tutti si conoscono. Qui no.

Fotografi / raccontastorie:
E. (origine: Santo Domingo, Repubblica Dominicana, da anni vive e lavora alla Maddalena; status: prostituta-pittrice; mancanza più grande: i suoi figli lontani)
G. (origine: Genova, quartiere Maddalena; status: pensionata-attivista politica; mancanza più grande: il compagno di una vita da poco scomparso)
C. (origine: Genova, quartiere Maddalena; status: inoccupato-single che non riceve la pensione per motivi “burocratici”; mancanza più grande: la madre spentasi dopo una lunga malattia)
Essi hanno raccontato a me quella che è la loro vita alla Maddalena anche grazie alle fotografie che hanno scattato con macchine usa e getta comprate da un pachistano del quartiere. Io, per mezzo delle loro parole e tramite il loro sguardo, cercherò di raccontarla a voi.

Lisa (Bibi) De Bernardi, nasce ad Alessandria il 4 Luglio 1982. Quel giorno la madre, alla quale piacevano solo i nomi Lisa e Lorenzo, cambiò il nome della gatta Lisa di 5 anni in Lorenzo. A 19 anni si trasferisce a Milano dove studia Economia, ma abbandona perché non è la sua strada. Segue un corso di Grafica che la porta a lavorare per un magazine sui telefilm, dove opera anche come fotoreporter. Con la crisi e la chiusura della redazione, decide nel 2010 di trasferirsi a Genova con il suo gatto.
www.flickr.com/photos/bb_sleep

Et je voyage pour connaître ma géographie.
- Marcel Réja, L’art chez les fous, Paris 1907

Vie della Maddalena. La ripetizione, accompagnata dal mezzo fotografico, di un primo istintivo gesto (l’alzare la testa alla ricerca di luce) ha portato alla formazione di un archivio di frammenti di cielo e di palazzi attraverso il quale sono state ricreate altre, immaginarie e personali, vie della Maddalena. Alzare gli occhi al cielo e immaginare strade nuove non vogliono però essere una fuga dalla realtà, affascinante e problematica, del quartiere. Questo resta, seppur reiterato, un primo sguardo.


Stefano Pola vive a Finale Emilia, in provincia di Modena, città in cui è nato nel 1981. www.flickr.com/photos/astrangesteve

Et je voyage pour connaître ma géographie.

- Marcel Réja, L’art chez les fous, Paris 1907

Vie della Maddalena. La ripetizione, accompagnata dal mezzo fotografico, di un primo istintivo gesto (l’alzare la testa alla ricerca di luce) ha portato alla formazione di un archivio di frammenti di cielo e di palazzi attraverso il quale sono state ricreate altre, immaginarie e personali, vie della Maddalena. Alzare gli occhi al cielo e immaginare strade nuove non vogliono però essere una fuga dalla realtà, affascinante e problematica, del quartiere. Questo resta, seppur reiterato, un primo sguardo.

Stefano Pola vive a Finale Emilia, in provincia di Modena, città in cui è nato nel 1981. www.flickr.com/photos/astrangesteve

A postcard from you è un’indagine che si configura nella relazione con gli esercenti commerciali del quartiere della Maddalena. Viene instaurato un dialogo aperto nel tentativo di far emergere le suggestioni di chi vive la zona ogni giorno. Si stabilisce così una mappatura di desideri, prospettive, carenze e interessi. Il soggetto fotografico ha un ruolo marginale, finalizzato a sintetizzare ciò che le persone coinvolte segnalano. Spesso il tema ricorrente è stato quello dell’assenza, rappresentato da azioni simboliche ed effimere atte a colmare un numero x di mancanze. La documentazione di queste azioni viene restituita alle persone nel formato di una cartolina postale la cui funzione si distanzia dallo scambio di saluti per rendersi oggetto tangibile di speranze.

Nuvola Ravera è nata a Genova, il 3 Febbraio 1984 di venerdì. Ha studiato fotografia e nuove tecnologie per l’arte tra Milano e Lipsia. Si dedica a temi biografici personali e collettivi con un’attenzione particolare per la natura istintiva e rituale delle pratiche condivise. Collabora con musicisti e fotografi e colleziona animali di plastica.
www.cloudless.us

A postcard from you è un’indagine che si configura nella relazione con gli esercenti commerciali del quartiere della Maddalena. Viene instaurato un dialogo aperto nel tentativo di far emergere le suggestioni di chi vive la zona ogni giorno. Si stabilisce così una mappatura di desideri, prospettive, carenze e interessi. Il soggetto fotografico ha un ruolo marginale, finalizzato a sintetizzare ciò che le persone coinvolte segnalano. Spesso il tema ricorrente è stato quello dell’assenza, rappresentato da azioni simboliche ed effimere atte a colmare un numero x di mancanze. La documentazione di queste azioni viene restituita alle persone nel formato di una cartolina postale la cui funzione si distanzia dallo scambio di saluti per rendersi oggetto tangibile di speranze.

Nuvola Ravera è nata a Genova, il 3 Febbraio 1984 di venerdì. Ha studiato fotografia e nuove tecnologie per l’arte tra Milano e Lipsia. Si dedica a temi biografici personali e collettivi con un’attenzione particolare per la natura istintiva e rituale delle pratiche condivise. Collabora con musicisti e fotografi e colleziona animali di plastica.
Il viaggiatore immobile. Passeggiando per la Maddalena percepisco un velo di mistero. Camminando nel labirinto di vicoli, immagino un groviglio di storie, azioni e incontri che generano microcosmi caratterizzati da vita propria e che rivivono attraverso avvistamenti fotografici. Mi fermo ad ascoltare i rumori che mi circondano e a immortalare la scia delle forme e dei movimenti che sfiorano la vita terrestre e materiale. È così che nasce il viaggiatore immobile, ognuno di noi che vive luoghi, passa e lascia una traccia di sé, lasciando vivere quel momento, trasformandolo in una realtà parallela.

Marika Saonari, 1988, artista e fotografa, genovese di adozione, crede nello spirito analogico, nel buio della camera obscura e nel profumo delle vecchie fotografie.
www.marikasaonari.com

Il viaggiatore immobile. Passeggiando per la Maddalena percepisco un velo di mistero. Camminando nel labirinto di vicoli, immagino un groviglio di storie, azioni e incontri che generano microcosmi caratterizzati da vita propria e che rivivono attraverso avvistamenti fotografici. Mi fermo ad ascoltare i rumori che mi circondano e a immortalare la scia delle forme e dei movimenti che sfiorano la vita terrestre e materiale. È così che nasce il viaggiatore immobile, ognuno di noi che vive luoghi, passa e lascia una traccia di sé, lasciando vivere quel momento, trasformandolo in una realtà parallela.

Marika Saonari, 1988, artista e fotografa, genovese di adozione, crede nello spirito analogico, nel buio della camera obscura e nel profumo delle vecchie fotografie.
Senza titolo. La Maddalena è un quartiere dove le strade, le mafie, le prostitute e l’erba di Grace si incrociano; dove il cittadino tipo non entra, mentre quello modello ci vive. Le macchine fotografiche in mano a occhi indiscreti, che osservano con la sicurezza di chi crede di conoscere il vero, irrompono come un urlo nel silenzio, dando vita ad immagini che celano e svelano. Ne escono storie raccontate con una o più fotografie in cui significato e significante non necessariamente coincidono, dove la percezione del presente narra di eventi passati e quel quotidiano, di cui ignoriamo l’esistenza, appare in tutta la sua complessa stratificazione.

Alessio Vecchiè lavora nel campo della scultura dal 2004 e in quello della fotografia dal 2007. Le sue opere sono legate ad una ponderata immediatezza.
www.artelabora.com

Senza titolo. La Maddalena è un quartiere dove le strade, le mafie, le prostitute e l’erba di Grace si incrociano; dove il cittadino tipo non entra, mentre quello modello ci vive. Le macchine fotografiche in mano a occhi indiscreti, che osservano con la sicurezza di chi crede di conoscere il vero, irrompono come un urlo nel silenzio, dando vita ad immagini che celano e svelano. Ne escono storie raccontate con una o più fotografie in cui significato e significante non necessariamente coincidono, dove la percezione del presente narra di eventi passati e quel quotidiano, di cui ignoriamo l’esistenza, appare in tutta la sua complessa stratificazione.

Alessio Vecchiè lavora nel campo della scultura dal 2004 e in quello della fotografia dal 2007. Le sue opere sono legate ad una ponderata immediatezza.

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GUARDARE | MADDALENA - Nuove Topografie ad ‘Altra’ Fedeltà

18-26 maggio 2012

A cura di Anna Positano

Fotografie di Laura Avarino, Giulia Flavia Baczynski, Daniel Campagne, Lisa De Bernardi, Stefano Pola, Nuvola Ravera, Marika Saonari, Alessio Vecchié.
Autori: Anna Positano, Fabrizio Vatieri, CHAN, Davide Servente.

Info:

via della Maddalena 31r (ex macelleria) e 52r (ex nick masaniello), Genova

Orari di apertura: 15.00 - 19.00. Sabato 26 maggio 11.00 - 19.00

Inaugurazione venerdì 18 maggio, ore 18.00 - 21.30

δίαιτα. La parola dieta deriva dal greco δίαιτα (diaita) che significa modo di vivere. È così che in questo lavoro il cibo da semplice elemento nutritivo viene considerato come un fatto sociale: un mezzo per comprendere l’umana evoluzione e la storia di una cultura. La zona della Maddalena è un incredibile coacervo etnico. Fondamentale dunque il parallelo fra cibo e persone: così come la mescolanza di alimenti di origine diversa dà vita ai piatti migliori e più creativi, la mescolanza di persone dovrebbe dar vita ad una società migliore, più dinamica e aperta. Completano il tutto le testimonianze dei commercianti del quartiere, raccontandolo e omaggiandoci con elementi di comunione che li riguardano (dai Macelli di Soziglia, italianissime tazzine da caffè ed una jebena eritrea, narghilé e tè arabo da via del Campo, farina e carciofi da via della Maddalena) a rimarcare il concetto che la Maddalena è una realtà cosmopolita da mostrare con orgoglio, non qualcosa di cui aver paura.
Laura Avarino nasce a Genova il 16 giugno 1990. Fotograficamente parlando si forma sulla strada dal 2005, portando sempre con sé la macchina fotografica durante manifestazioni di stampo politico e a eventi del panorama street ed underground. Ama fotografare tutto ciò che è lotta, rumore, movimento, silenzio, ombra e luce allo stesso tempo. Il suo punto di forza è la poliedricità. 
www.molokoart.tumblr.com

δίαιτα. La parola dieta deriva dal greco δίαιτα (diaita) che significa modo di vivere. È così che in questo lavoro il cibo da semplice elemento nutritivo viene considerato come un fatto sociale: un mezzo per comprendere l’umana evoluzione e la storia di una cultura. La zona della Maddalena è un incredibile coacervo etnico. Fondamentale dunque il parallelo fra cibo e persone: così come la mescolanza di alimenti di origine diversa dà vita ai piatti migliori e più creativi, la mescolanza di persone dovrebbe dar vita ad una società migliore, più dinamica e aperta. Completano il tutto le testimonianze dei commercianti del quartiere, raccontandolo e omaggiandoci con elementi di comunione che li riguardano (dai Macelli di Soziglia, italianissime tazzine da caffè ed una jebena eritrea, narghilé e tè arabo da via del Campo, farina e carciofi da via della Maddalena) a rimarcare il concetto che la Maddalena è una realtà cosmopolita da mostrare con orgoglio, non qualcosa di cui aver paura.

Laura Avarino nasce a Genova il 16 giugno 1990. Fotograficamente parlando si forma sulla strada dal 2005, portando sempre con sé la macchina fotografica durante manifestazioni di stampo politico e a eventi del panorama street ed underground. Ama fotografare tutto ciò che è lotta, rumore, movimento, silenzio, ombra e luce allo stesso tempo. Il suo punto di forza è la poliedricità. 
Internocontinuo rappresenta una lettura su tre livelli diversi dello spazio pubblico del quartiere della Maddalena. Astrazione di percorsi che si trasformano in un filo da seguire all’interno del labirinto-città; rappresentazione delle piazze intese come stanze urbane disadorne; i loro nomi che diventano le parole degli abitanti. Il progetto si pone come punto di partenza per una riflessione su questi luoghi: il modo di viverli e le relazioni spesso incerte ed indefinite tra le persone rendono queste piazze spazi in costante attesa di destinazione ma pieni di potenzialità inespresse.
Giulia Flavia Baczynski nasce a Verona nel 1982. Architetto, modellista e fotografa vive a Mantova, dove lavora presso il Politecnico di Milano. Parallelamente si occupa di fotografia di paesaggio urbano e antropizzato.

www.baczynskiphotography.com

Internocontinuo rappresenta una lettura su tre livelli diversi dello spazio pubblico del quartiere della Maddalena. Astrazione di percorsi che si trasformano in un filo da seguire all’interno del labirinto-città; rappresentazione delle piazze intese come stanze urbane disadorne; i loro nomi che diventano le parole degli abitanti. Il progetto si pone come punto di partenza per una riflessione su questi luoghi: il modo di viverli e le relazioni spesso incerte ed indefinite tra le persone rendono queste piazze spazi in costante attesa di destinazione ma pieni di potenzialità inespresse.

Giulia Flavia Baczynski nasce a Verona nel 1982. Architetto, modellista e fotografa vive a Mantova, dove lavora presso il Politecnico di Milano. Parallelamente si occupa di fotografia di paesaggio urbano e antropizzato.
La forza delle mani è un breve viaggio all’interno delle attività commerciali del quartiere della Maddalena. Nonostante il degrado generato negli ultimi anni, in questo quartiere si incrociano le più disparate attività che spesso vanno ben oltre il loro ruolo originario, diventando luoghi di aggregazione e di scambio. Tramite l’utilizzo di una piccola macchina fotografica si è cercato di rendere l’intima atmosfera che permea questi luoghi e il quartiere in generale, con un linguaggio in parte deciso dal fotografo ma in maggior misura affidato all’inconscio tecnologico del mezzo di ripresa. Questo lavoro vuole essere un omaggio a tutte quelle persone che, nonostante le difficoltà, si impegnano per mantenere vivo questo quartiere.
Daniel Campagne, 1985, è nato e vive a Genova dove attualmente sta cercando di costruire il proprio portfolio. È interessato principalmente alla fotografia giornalistica e documentaria.

www.danielcampagne.it

La forza delle mani è un breve viaggio all’interno delle attività commerciali del quartiere della Maddalena. Nonostante il degrado generato negli ultimi anni, in questo quartiere si incrociano le più disparate attività che spesso vanno ben oltre il loro ruolo originario, diventando luoghi di aggregazione e di scambio. Tramite l’utilizzo di una piccola macchina fotografica si è cercato di rendere l’intima atmosfera che permea questi luoghi e il quartiere in generale, con un linguaggio in parte deciso dal fotografo ma in maggior misura affidato all’inconscio tecnologico del mezzo di ripresa. Questo lavoro vuole essere un omaggio a tutte quelle persone che, nonostante le difficoltà, si impegnano per mantenere vivo questo quartiere.

Daniel Campagne, 1985, è nato e vive a Genova dove attualmente sta cercando di costruire il proprio portfolio. È interessato principalmente alla fotografia giornalistica e documentaria.
“Te cete susu cumme unna bagaije ai troigi”. La Maddalena è il quartiere in cui ho scelto di vivere due anni fa. Non conoscevo Genova, non conoscevo le persone che vivono qui. Allora ho deciso di incontrarle: in fondo sono i miei vicini di casa. Ho tentato di capire se tra di loro ci fosse un legame, dato che abitano tutti qui, in questo intreccio buio e inconsueto di sali e scendi che a vederlo dall’alto sembrerebbe un paesino. Nei paesi però tutti si conoscono. Qui no.

Fotografi / raccontastorie:
E. (origine: Santo Domingo, Repubblica Dominicana, da anni vive e lavora alla Maddalena; status: prostituta-pittrice; mancanza più grande: i suoi figli lontani)
G. (origine: Genova, quartiere Maddalena; status: pensionata-attivista politica; mancanza più grande: il compagno di una vita da poco scomparso)
C. (origine: Genova, quartiere Maddalena; status: inoccupato-single che non riceve la pensione per motivi “burocratici”; mancanza più grande: la madre spentasi dopo una lunga malattia)
Essi hanno raccontato a me quella che è la loro vita alla Maddalena anche grazie alle fotografie che hanno scattato con macchine usa e getta comprate da un pachistano del quartiere. Io, per mezzo delle loro parole e tramite il loro sguardo, cercherò di raccontarla a voi.



Lisa (Bibi) De Bernardi, nasce ad Alessandria il 4 Luglio 1982. Quel giorno la madre, alla quale piacevano solo i nomi Lisa e Lorenzo, cambiò il nome della gatta Lisa di 5 anni in Lorenzo. A 19 anni si trasferisce a Milano dove studia Economia, ma abbandona perché non è la sua strada. Segue un corso di Grafica che la porta a lavorare per un magazine sui telefilm, dove opera anche come fotoreporter. Con la crisi e la chiusura della redazione, decide nel 2010 di trasferirsi a Genova con il suo gatto.www.flickr.com/photos/bb_sleep

“Te cete susu cumme unna bagaije ai troigi”. La Maddalena è il quartiere in cui ho scelto di vivere due anni fa. Non conoscevo Genova, non conoscevo le persone che vivono qui. Allora ho deciso di incontrarle: in fondo sono i miei vicini di casa. Ho tentato di capire se tra di loro ci fosse un legame, dato che abitano tutti qui, in questo intreccio buio e inconsueto di sali e scendi che a vederlo dall’alto sembrerebbe un paesino. Nei paesi però tutti si conoscono. Qui no.

Fotografi / raccontastorie:
E. (origine: Santo Domingo, Repubblica Dominicana, da anni vive e lavora alla Maddalena; status: prostituta-pittrice; mancanza più grande: i suoi figli lontani)
G. (origine: Genova, quartiere Maddalena; status: pensionata-attivista politica; mancanza più grande: il compagno di una vita da poco scomparso)
C. (origine: Genova, quartiere Maddalena; status: inoccupato-single che non riceve la pensione per motivi “burocratici”; mancanza più grande: la madre spentasi dopo una lunga malattia)
Essi hanno raccontato a me quella che è la loro vita alla Maddalena anche grazie alle fotografie che hanno scattato con macchine usa e getta comprate da un pachistano del quartiere. Io, per mezzo delle loro parole e tramite il loro sguardo, cercherò di raccontarla a voi.

Lisa (Bibi) De Bernardi, nasce ad Alessandria il 4 Luglio 1982. Quel giorno la madre, alla quale piacevano solo i nomi Lisa e Lorenzo, cambiò il nome della gatta Lisa di 5 anni in Lorenzo. A 19 anni si trasferisce a Milano dove studia Economia, ma abbandona perché non è la sua strada. Segue un corso di Grafica che la porta a lavorare per un magazine sui telefilm, dove opera anche come fotoreporter. Con la crisi e la chiusura della redazione, decide nel 2010 di trasferirsi a Genova con il suo gatto.
www.flickr.com/photos/bb_sleep

Et je voyage pour connaître ma géographie.
- Marcel Réja, L’art chez les fous, Paris 1907

Vie della Maddalena. La ripetizione, accompagnata dal mezzo fotografico, di un primo istintivo gesto (l’alzare la testa alla ricerca di luce) ha portato alla formazione di un archivio di frammenti di cielo e di palazzi attraverso il quale sono state ricreate altre, immaginarie e personali, vie della Maddalena. Alzare gli occhi al cielo e immaginare strade nuove non vogliono però essere una fuga dalla realtà, affascinante e problematica, del quartiere. Questo resta, seppur reiterato, un primo sguardo.


Stefano Pola vive a Finale Emilia, in provincia di Modena, città in cui è nato nel 1981. www.flickr.com/photos/astrangesteve

Et je voyage pour connaître ma géographie.

- Marcel Réja, L’art chez les fous, Paris 1907

Vie della Maddalena. La ripetizione, accompagnata dal mezzo fotografico, di un primo istintivo gesto (l’alzare la testa alla ricerca di luce) ha portato alla formazione di un archivio di frammenti di cielo e di palazzi attraverso il quale sono state ricreate altre, immaginarie e personali, vie della Maddalena. Alzare gli occhi al cielo e immaginare strade nuove non vogliono però essere una fuga dalla realtà, affascinante e problematica, del quartiere. Questo resta, seppur reiterato, un primo sguardo.

Stefano Pola vive a Finale Emilia, in provincia di Modena, città in cui è nato nel 1981. www.flickr.com/photos/astrangesteve

A postcard from you è un’indagine che si configura nella relazione con gli esercenti commerciali del quartiere della Maddalena. Viene instaurato un dialogo aperto nel tentativo di far emergere le suggestioni di chi vive la zona ogni giorno. Si stabilisce così una mappatura di desideri, prospettive, carenze e interessi. Il soggetto fotografico ha un ruolo marginale, finalizzato a sintetizzare ciò che le persone coinvolte segnalano. Spesso il tema ricorrente è stato quello dell’assenza, rappresentato da azioni simboliche ed effimere atte a colmare un numero x di mancanze. La documentazione di queste azioni viene restituita alle persone nel formato di una cartolina postale la cui funzione si distanzia dallo scambio di saluti per rendersi oggetto tangibile di speranze.

Nuvola Ravera è nata a Genova, il 3 Febbraio 1984 di venerdì. Ha studiato fotografia e nuove tecnologie per l’arte tra Milano e Lipsia. Si dedica a temi biografici personali e collettivi con un’attenzione particolare per la natura istintiva e rituale delle pratiche condivise. Collabora con musicisti e fotografi e colleziona animali di plastica.
www.cloudless.us

A postcard from you è un’indagine che si configura nella relazione con gli esercenti commerciali del quartiere della Maddalena. Viene instaurato un dialogo aperto nel tentativo di far emergere le suggestioni di chi vive la zona ogni giorno. Si stabilisce così una mappatura di desideri, prospettive, carenze e interessi. Il soggetto fotografico ha un ruolo marginale, finalizzato a sintetizzare ciò che le persone coinvolte segnalano. Spesso il tema ricorrente è stato quello dell’assenza, rappresentato da azioni simboliche ed effimere atte a colmare un numero x di mancanze. La documentazione di queste azioni viene restituita alle persone nel formato di una cartolina postale la cui funzione si distanzia dallo scambio di saluti per rendersi oggetto tangibile di speranze.

Nuvola Ravera è nata a Genova, il 3 Febbraio 1984 di venerdì. Ha studiato fotografia e nuove tecnologie per l’arte tra Milano e Lipsia. Si dedica a temi biografici personali e collettivi con un’attenzione particolare per la natura istintiva e rituale delle pratiche condivise. Collabora con musicisti e fotografi e colleziona animali di plastica.
Il viaggiatore immobile. Passeggiando per la Maddalena percepisco un velo di mistero. Camminando nel labirinto di vicoli, immagino un groviglio di storie, azioni e incontri che generano microcosmi caratterizzati da vita propria e che rivivono attraverso avvistamenti fotografici. Mi fermo ad ascoltare i rumori che mi circondano e a immortalare la scia delle forme e dei movimenti che sfiorano la vita terrestre e materiale. È così che nasce il viaggiatore immobile, ognuno di noi che vive luoghi, passa e lascia una traccia di sé, lasciando vivere quel momento, trasformandolo in una realtà parallela.

Marika Saonari, 1988, artista e fotografa, genovese di adozione, crede nello spirito analogico, nel buio della camera obscura e nel profumo delle vecchie fotografie.
www.marikasaonari.com

Il viaggiatore immobile. Passeggiando per la Maddalena percepisco un velo di mistero. Camminando nel labirinto di vicoli, immagino un groviglio di storie, azioni e incontri che generano microcosmi caratterizzati da vita propria e che rivivono attraverso avvistamenti fotografici. Mi fermo ad ascoltare i rumori che mi circondano e a immortalare la scia delle forme e dei movimenti che sfiorano la vita terrestre e materiale. È così che nasce il viaggiatore immobile, ognuno di noi che vive luoghi, passa e lascia una traccia di sé, lasciando vivere quel momento, trasformandolo in una realtà parallela.

Marika Saonari, 1988, artista e fotografa, genovese di adozione, crede nello spirito analogico, nel buio della camera obscura e nel profumo delle vecchie fotografie.
Senza titolo. La Maddalena è un quartiere dove le strade, le mafie, le prostitute e l’erba di Grace si incrociano; dove il cittadino tipo non entra, mentre quello modello ci vive. Le macchine fotografiche in mano a occhi indiscreti, che osservano con la sicurezza di chi crede di conoscere il vero, irrompono come un urlo nel silenzio, dando vita ad immagini che celano e svelano. Ne escono storie raccontate con una o più fotografie in cui significato e significante non necessariamente coincidono, dove la percezione del presente narra di eventi passati e quel quotidiano, di cui ignoriamo l’esistenza, appare in tutta la sua complessa stratificazione.

Alessio Vecchiè lavora nel campo della scultura dal 2004 e in quello della fotografia dal 2007. Le sue opere sono legate ad una ponderata immediatezza.
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Senza titolo. La Maddalena è un quartiere dove le strade, le mafie, le prostitute e l’erba di Grace si incrociano; dove il cittadino tipo non entra, mentre quello modello ci vive. Le macchine fotografiche in mano a occhi indiscreti, che osservano con la sicurezza di chi crede di conoscere il vero, irrompono come un urlo nel silenzio, dando vita ad immagini che celano e svelano. Ne escono storie raccontate con una o più fotografie in cui significato e significante non necessariamente coincidono, dove la percezione del presente narra di eventi passati e quel quotidiano, di cui ignoriamo l’esistenza, appare in tutta la sua complessa stratificazione.

Alessio Vecchiè lavora nel campo della scultura dal 2004 e in quello della fotografia dal 2007. Le sue opere sono legate ad una ponderata immediatezza.
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nuove topografie ad "altra" fedeltà

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